La Normativa Sulla Cessione Del Quinto

Cessione del quinto e normativa in vigore, ne parliamo oggi fornendoti maggiori dettagli sulle leggi che regolano uno dei prestiti ad oggi più richiesti dai pensionati, e ancora dai dipendenti pubblici, privati e statali. La cessione del quinto è regolata dal DPR 180/1950 che stabilisce i caratteri salienti di questo prestito. Vediamo quindi di seguito quali sono gli articoli più importanti che regolano l’accesso al credito e il suo funzionamento.

Limiti di cessione dello stipendio/pensione

In base a quanto prescritto dall’articolo 5 del DPR, in materia di cessione di quote del proprio stipendio, gli impiegati pubblici, privati, statali e di altri enti, aziende e imprese possono richiedere un

prestito tramite cessione di una parte dello stipendio, fino al massimo di un quinto dell’importo, inteso al netto di ritenute e per periodi che non vanno oltre i dieci anni.

Allo stesso modo, i pensionati, sia pubblici che privati (come Enpam ed Enasarco), possono richiedere a istituti bancari e finanziari un prestito da rimborsare con cessione di una parte della pensione fino al quinto della stessa. Anche in questo caso, la pensione è da considerarsi al netto delle ritenute fiscali e per un lasso di tempo uguale o inferiore ai dieci anni.

In base a quanto stabilito dalla legge in vigore si possono cedere:

  • Pensioni o indennità corrisposte dallo Stato o da singoli enti.
  • Assegni equivalenti erogati da speciali casse di previdenza.
  • Pensioni e assegni di invalidità e vecchiaia rilasciati dall’INPS
  • E ancora assegni vitalizi.

Questi prestiti devono essere coperti da un’assicurazione obbligatoria, quella sua vita. Una garanzia, quindi, che possa assicurare all’ente creditore il recupero di quanto restato.

Leggi anche: Cessione del quinto senza assicurazione.


Cessione del 5° (nuova convenzione 2020).

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Requisiti necessari

Passiamo adesso a parlare dell’Articolo 6, il quale afferma che sia gli impiegati civili che militari, e tutti coloro che sono lavoratori salariati delle amministrazioni dello stato anche ad ordinamento autonomo, possono richiedere la cessione del quinto. I requisiti richiesti sono i seguenti:

  • In regolare attività di servizio
  • Un lavoro stabile.
  • Godano di uno stipendio o salario fisso e continuativo.
  • Possano conseguire un trattamento di quiescenza.

I prestiti concessi hanno una durata che va da 5 a 10 anni.

Proprio in relazione all’ultimo punto elencato, l’Articolo 7 specifica che vi è un periodo minimo di servizio per poter esercitare il proprio diritto alla cessione. Quest’ultima, infatti, non può essere richiesta da coloro che non hanno almeno quattro anni di servizio effettivo, utile per poter usufruire del trattamento pensionistico.

Il limite sopra citato si riduce a due anni in alcuni impiegati e salariati ex combattenti della guerra:

  • Italo-austriaca 1915-1918
  • Del 1940-43
  • Di liberazione
  • Soggetti riconosciuti come partigiani (in base al decreto legislativo luogotenenziale 21 agosto 1945, n. 518).

Il limite è inferiore ai quattro anni anche per i dipendenti invalidi, mutilati, feriti di guerra o per coloro ai quali è stato riconsciuto il valor militare.

Infine, l’articolo 23 del DPR prescrive che i dipendenti, ai quali mancano meno di dieci anni per godere della pensione, possono richiedere un prestito con cessione uguale o inferiore alle quote mensili necessarie per conseguire il diritto di pensionamento. Stessa cosa vale per gli ufficiali invalidi o mutilati di guerra, riassunti in servizio sedentario.

Riduzione dello stipendio

All’interno della normativa vigente viene anche regolamentata, grazie all’Articolo 35, la riduzione di uno stipendio gravato da un prestito con cessione. Se lo stipendio è ridotto per non più di un terzo, la trattenuta sullo stipendio avviene come prestabilito. Nel caso in cui invece la riduzione supera il terzo, non è comunque possibile trattenere più di un quinto dello stipendio.

In questa situazione la differenza con i relativi interessi viene ripresa dal fondo per il credito ai dipendenti dello Stato, grazie alla prosecuzione della ritenuta mensile.

Estinzione anticipata e rinnovo della cessione

In relazione al nostro argomento “Cessione del quinto e normativa”, è opportuno adesso parlare di estinzione anticipata, regolata dall’Articolo 38 del DPR, scoprendo insieme quali sono le tempistiche per poterla effettuare. Il soggetto debitore, tramite versamento dell’intero importo residuo, può estinguere anticipatamente la cessione del quinto quando sono trascorsi:

  1. Due anni dall’inizio di un prestito con durata quinquennale.
  2. Quattro anni per una decennale.

In caso di estinzione anticipata, l’istituto che ha erogato il prestito è chiamato a scontare, sulla rata mensile non scaduta, gli interessi per il tempo in cui è anticipato il rispettivo pagamento. Il calcolo, in questo caso, viene eseguito tenendo conto degli accordi sottoscritti al tempo del contratto.

E per quanto riguarda il rinnovo della cessione del quinto? Non è possibile sottoscrivere una nuova cessione se non sono passati almeno

  1. Due anni dall’inizio del prestito con durata quinquennale.
  2. Quattro anni dall’inizio della cessione da rimborsare in dieci anni.

Se il soggetto ha ricevuto l’ok per l’estinzione anticipata della prima cessione, è possibile sottoscriverne una nuova, posto che sia passato più di un anno dall’anticipata estinzione. Nel caso in cui, invece, la precedente cessione non si è ancora conclusa, se ne può sottoscrivere un’altra con il medesimo istituto o con un altro per estinguere la cessione in corso.

Cessione del quinto e pensione

Cessione Del Quinto Normativa PensionatiNel caso in cui si arrivi alla pensione prima dell’estinzione della cessione del quinto, cosa succede? L’Articolo 43 afferma che per l’estinzione della cessione si debba tenere in considerazione la pensione o l’assegno continuativo equivalente, concesso al dipendente alla fine del rapporto lavorativo.

Liquidazione che viene, di fatto, erogata dall’amministrazione o dall’ente di previdenza o di assicurazione presso cui era iscritto il lavoratore.

Se la cessazione dal servizio non prevede la pensione o un assegno continuativo equivalente, ma soltanto una cifra saltuaria, come indennità o capitale assicurato, quest’ultima viene trattenuta fino all’estinzione del debito residuo.

Le assicurazioni obbligatorie

Il DPR 180/1950, che stabilisce per la cessione del quinto la normativa vigente , con l’Articolo 54 decreta che per poter accedere alla cessione del quinto il richiedente deve sottoscrivere obbligatoriamente due polizze assicurative, a garanzia della restituzione del credito concesso. Si tratta nello specifico dell’assicurazione:

  1. Sulla vita.
  2. Contro i rischi di impiego o altre malleverie.

Le polizze, come accennato, servono a garantire il recupero del debito nel caso in cui il soggetto interessato non possa pagare a causa:

  • Cessazione o riduzione dello stipendio o salario
  • Insufficiente liquidazione per la fine del rapporto di lavoro.

Gli istituti che concedono il credito non possono al contempo assumersi i rischi di morte o di impiego dei soggetti che fanno richiesta di cessione del quinto. Con le dovute eccezioni, ovvero per quanto riguarda l’Istituto Nazionale delle Assicurazioni e delle società di assicurazione.

Sequestro e pignoramento

L’Articolo 68 delimita la possibilità di coesistenza di sequestri o pignoramenti con le cessioni del quinto. Nel caso si verifichi un fatto del genere e il pignoramento preesita alla cessione, cosa succede? Quest’ultima si può concedere tenendo conto della differenza tra i due quinti dello stipendio netto e la quota interessata dal pignoramento.

Nel caso in cui, invece il pignoramento avvenga dopo che la cessione del quinto è stata perfezionata e notificata, allora è possibile pignorare soltanto la differenza fra la metà del salario netto e la relativa quota ceduta.

Pignoramenti e delegazioni

Che cosa accade quando preesistono sequestri o pignoramenti e delegazione sullo stipendio o sulla pensione? La delegazione è attuabile. Lo è solamente sulla differenza fra la metà dello stipendio o della pensione al netto delle ritenute e della cifra vincolata in precedenza.

Cessione del quinto e normativa. Cosa succede in caso di preesistenza di delegazione? Il pignoramento può interessare soltanto la differenza tra la metà dello stipendio o della pensione netta e l’importo della delegazione. Ancora, come prescrive l’Articolo 70, nel caso in cui concorrano cessione e delegazione, è possibile superare la metà dello stipendio soltanto se l’amministrazione per cui lavora il soggetto ne riconosca la necessità e dia il suo benestare a procedere. Per i pensionati l’assenso viene concesso dell’ente pensionistico di riferimento.

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