Cessione Del Quinto con Pensione Sociale

Oggi parliamo della cessione del quinto con pensione sociale e di tutti gli aspetti ad essa collegati. Come ad esempio: è possibile richiedere un prestito tramite la cessione del quinto della pensione sociale? Chi sono i soggetti che ne possono beneficiare? Ci sono dei limiti?

Come sappiamo, da diversi anni, i pensionati hanno la possibilità di accedere ad un credito, in assenza di garanzie, rimborsandolo grazie alla cessione del quinto della pensione. Ma quando si percepisce soltanto la pensione sociale, è possibile ottenere un prestito di questo tipo?

Le regole per la cessione del quinto sono uguali sia con la pensione tradizionale che con quella sociale? La risposta a questa domanda è no; in caso di pensione sociale la cessione del 5° non è una strada percorribile.

Ma è anche vero che vi sono delle valide alternative. Un esempio? Il vitalizio ipotecario.

Procediamo con ordine e cerchiamo di fare il punto della situazione, partendo dal comprendere che cos’è innanzitutto la pensione sociale e chi può richiederla, per poi concentrarci sul vitalizio bancario e su tutte le sue caratteristiche.

Pensione sociale: che cos’è? Chi può usufruirne?

La pensione sociale è una prestazione economica, erogata dallo Stato su richiesta del cittadino, volta a sostenere coloro che versano in condizioni disagiate.

Per comprendere se un cittadino ha diritto alla pensione sociale si considera il reddito personale, per coloro che non sono coniugati, e il reddito complessivo per coloro che sono sposati.

I requisiti necessari per richiedere l’assegno sociale sono:

  • Versare in una situazione di instabilità economica
  • Avere 65 anni e 7 mesi
  • Essere in possesso della cittadinanza italiana
  • Essere iscritti all’anagrafe del comune di residenza
  • Avere la titolarità del permesso di soggiorno CE (riservato a stranieri extra-comunitari)
  • Dimostrare di risiedere in Italia in modo effettivo e continuativo da almeno 10 anni.

Se effettuati i dovuti controlli si risulta idonei a ricevere l’assegno sociale, il pagamento decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Ricorda, ancora, che l’assegno versato non è reversibile ai familiari superstiti e soprattutto non può essere erogato all’estero. Infine,  l’assegno sociale non è soggetto a trattenute Irpef.

A differenza della pensione classica, ovvero quella concessa in base ai contributi versati durante gli anni lavorativi, l’assegno sociale viene erogato in assenza dei contributi minimi ed è uguale per tutti.

Che cosa implica questo? Come ben sappiamo, ad oggi, lo Stato tutela per legge il minimo vitale. E questo implica che coloro che percepiscono un assegno sociale, ovvero un aiuto a “sopravvivere”, non possono ottenere la cessione del quinto pensionati dell’INPS.


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Cessione del quinto sulla pensione sociale: ci sono alternative?

In base a ciò che abbiamo scritto poco sopra, cessione del quinto e assegno sociale non sono compatibili. E il motivo, come detto, risiede nel “non spererare” l’importo minimo necessario alla sopravvivenza, fissato per legge dall’INPS.

E quindi. Se la cessione del quinto pensione sociale non può essere richiesta, quali sono le alternative possibili? Le strade percorribili sono due:

  • ricorrere ad un prestito tra privati nel caso di piccoli importi,
  • richiedere un prestito vitalizio ipotecario per cifre più consisenti.

Il prestito vitalizio bancario: l’alternativa alla cessione del quinto con pensione sociale

Dal momento che non è possibile richiedere la cessione del quinto con assegno sociale, non ci resta che prendere in considerazione il prestito vitalizio bancario.

Il vitalizio ipotecario è un prestito che consente a chi ha più di 60 anni, e possiede un immobile, di ottenere una somma di denaro senza perdere la proprietà dell’immobile stesso.

cessione del quinto pensione sociale prestito vitalizioGrazie al prestito vitalizio ipotecario, generalemente, è possibile ottenere una cifra che arriva fino al 50% del valore dell’immobile.

Il tutto, è giusto sottolinearlo, è in stretta relazione all’età del soggetto richiedente.

Se, infatti, provaiamo a fare una stima approssimativa e ci basiamo sul fattore età, è possibile dire che un istituto finanziario eroga:

  • una cifra pari al 10% del valore dell’immobile a coloro che hanno 60 anni.
  • una somma pari al 20% per chi ha 70 anni.
  • fino ad arrivare al 50% del valore della casa per chi ha 90 anni.

Come si richiede il prestito vitalizio?

Vediamo adesso di capire com’è possibile richiedere un prestito vitalizio bancario. La prima cosa opportuna da fare è richiedere e confrontare più preventivi. Perché farlo? Per avere la possibilità di trovare l’offerta più adatta allae tue esigenze. Trovato l’istituto, è necessario presentare i documenti necessari per l’avvio della pratica.

Tra la documentazione richiesta possiamo ricordare:

  1. Carta di Identità in corso di validità
  2. Codice Fiscale
  3. Certificato contestuale
  4. Stato di famiglia
  5. Atto di Provenienza
  6. Perizia sulla casa

Dopo aver presentato la richiesta, per l’erogazione del prestito possono passare alcune o addirittura qualche mese. Le tempistiche sono dettate dalla complessità delle procedure di valutazione della singola pratica. Non si esclude, infine, la possibilità che l’istituto bancario possa richiedere altri documenti, oltre quelli già elencati poco sopra.

La perizia sull’immobile

Tra i documenti da presentare, come detto, vi è una perizia sull’immobile di proprietà del richiedente. Se si desidera ricevere un prestito in alternativa alla cessione del quinto pensione sociale, è necessario presentare anche questo documento.

Eccoci giunti, quindi, al nodo cruciale. La perizia effettuata sull’immobile, infatti, rappresenta per questo tipo di prestitto, oltre all’età, la chiave di volta. Perché? Per il semplice fatto che può precludere, dimezzare o incrementare la somma di denaro ricevuta in prestito.

Che cos’è la perizia?

La perizia è la valutazione dell’immobile di proprietà del soggetto che richiede il prestito. Il suo compito è quello di dare una stima reale del valore della casa e del suo stato di conservazione al momento del controllo.

Il controllo, in questi casi, viene effettuato da un tecnico specializzato su richiesta della banca o dell’istituto di credito che deve erogare il prestito. Attenzione, però. I costi relativi alla perizia, generalmente, sono addebitati al soggetto che richiede il prestito e conteggiati all’interno della somma che è stata richiesta.

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Erogazione del prestito vitalizio

Hai richiesta la cessione del quinto pensione sociale ma non puoi accedervi? Come abbiamo visto il prestito vitalizio è l’alternativa migliore. Dopo aver presentato la pratica e superato il controllo relativo alla perizia dell’immobile si può finalmente sottoscrivere il contratto di prestito vitalizio bancario.

Il contratto viene sottoscritto e firmato in presenza di un notaio. In sua presenza viene redatto il documento relativo all’ipoteca sull’immobile. Completata la parte burocratica è possibile ottenere il denaro richiesto.

A questo punto il beneficiario del prestito può usufruire come meglio crede della cifra ottenuta e può tranquillamente continuare a vivere all’interno della casa ipotecata. Chiaramente, vi sono dei vincoli che gravano sulla disponibilità economica dell’immobile. Ovvero?

Un immobile sottoposto ad ipoteca non può essere venduto, affittato o ristrutturato a piacimento. Non è ancora possibile aggiungere un’altra ipoteca o concedere la casa come garanzia a favore di terze persone.

Modalità di estinzione del prestito vitalizio ipotecario

Concludiamo l’argomento sul vitalizio ipotecario rispondendo a una domanda che in molti si pongono. Come si estingue il prestito? Vi sono due diverse possibilità per il contraente:

  1. Un rimborso graduale.
  2. Lasciare agli eredi l’onere di estinzione del debito.

In cosa consiste il rimborso graduale? Si tratta della classica formula di rimborso di un prestito. In fase si sottoscrizione del prestito, si stabilisce con la banca scelta un piano di ammortamento, con il pagamento delle rate mensili.

Se invece si opta per la seconda soluzione cosa succede? Dopo il decesso del soggetto che ha ricihiesto il prestito gli eredi sono chiamati a saldare il prestito. Anche questi ultimi possono scegliere tra due soluzioni:

  1. Rimborsare il debito e gli interessi maturati entro 1 anno in un’unica soluzione
  2. Lasciare all’istituto bancario l’onere di mettere in vendita la casa al valore di mercato del momento.

Ancora. Se la banca non riesce a vendere la casa entro 12 mesi, è autorizzata a ridurre del 15% il costo dell’immobile. La riduzione continua anno dopo anno fino a quando non si riesce a vendere l’immobile in questione.  Se invece la vendita ha buon fine e il capitale ottenuto è superiore a quanto dovuto alla banca, estinto il debito, ciò che resta viene diviso tra gli eredi.

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