Cessione Del Quinto Per Lavoratori Autonomi

Cessione Del Quinto Per Lavoratori Autonomi E Liberi Professionisti

Vuoi maggiori informazioni sulla cessione del quinto per lavoratori autonomi e per i liberi professionisti? Oggi cercheremo di far chiarezza su questo argomento, esponendo le possibili soluzioni per questa categoria di richiedenti.

Che cosa succede per i liberi professionisti che hanno Partita Iva e che non hanno busta paga o comunque un reddito fisso? Di fatto, un lavoratore autonomo che richiede un prestito ha come unica garanzia il suo lavoro e il suo reddito, che si evince dalla dichiarazione dei redditi.

Ma cosa succede se l’autonomo incorre in un infortunio? Se vive un periodo negativo a lavoro? Potrà comunque rimborsare le rate? Sono domande che le finanziarie si pongono e a cui il lavoratore autonomo deve rispondere in maniera convincente.

Liberi professionisti: possono richiedere la cessione?

I soggetti che possono accedere senza problemi al prestito con cessione del quinto sono fondamentalmente i dipendenti pubblici, statali e privati (a tempo indeterminato e con anzianità lavorativa minima). Sono soggetti che di fatto, ricorrendo alla cessione, ottengono da una banca o da una finanziaria un prestito da rimborsare con una rata che non supera il 20% (il famoso quinto) dello stipendio netto.

Si tratta comunque di dipendenti che hanno dei requisiti indispensabili per poter richiedere il prestito, dal momento che godono di:

  1. Contratto di lavoro a tempo indeterminato
  2. Busta paga
  3. Anzianità di servizio
  4. TFR (trattamento di fine rapporto).

In particolar modo, il TFR rappresenta un’importante garanzia per l’istituto che concede il prestito e, in determinati casi, può fungere da risorsa suppletiva. In che senso? Nel caso di perdita del lavoro, la banca può attingere al TFR del dipendente e procedere così con il saldo del debito contratto.

Sembra evidente che sia i lavoratori autonomi che i liberi professionisti non possono soddisfare le caratteristiche sopraelencate. Motivo per cui questa categoria di soggetti può perseguire questa strada. D’altro canto, è giusto sottolineare che ottenere la cessione del quinto non è sempre scontato. A dimostrazione di ciò, ad esempio, possiamo ricordare che i dipendenti delle cooperative non sempre ottengono questo prestito, pur lavorando con un contratto a tempo indeterminato.

Quali sono allora le possibili alternative? Vediamole insieme!

Alternative alla cessione del quinto

Ora guarda questo. Appurate le difficoltà in cui possono incorrere i lavoratori autonomi e i liberi professionisti per la cessione del quinto, una possibile opzione è il prestito personale. Si tratta certamente di una proposta sicura, ma a capitale più basso.

Per questa soluzione è importante tenere in considerazione la finalizzazione. Se infatti la cessione del quinto è un prestito non finalizzato, nel caso dei prestiti personali è importante chiarire fin dall’inizio quali sono le finalità della richiesta. Nel caso in cui, il reddito medio o il profilo finanziario non sono sufficienti, è possibile dover ricorrere a un garante o fideiussore.

La presenza di questa figura si rende necessaria nel caso in cui, effettuati i dovuti controlli, la banca o la finanziaria stabilisce che il merito creditizio del richiedente non è in linea con le politiche di concessione dell’istituto.

Il garante può essere un parente di primo grado o prossimo, comunque un soggetto che disponga di una busta paga (libera da ulteriori debiti), un immobile, del capitale o dei titoli, insomma delle garanzie reali che, in caso di necessità, possano coprire il debito contratto dal soggetto richiedente.

Altre soluzioni possibili, in base all’entità della somma necessaria, sono le seguenti:

  1. Prestito per la professione
  2. Fido di conto corrente per gestire la liquidità professionale
  3. Carta di credito con un plafond
  4. Mutuo ipotecario.

Quali sono i documenti necessari?

Per presentare la domanda di prestito sono indispensabili alcuni documenti, tra i quali ricordiamo:

  1. Carta di Identità in corso di validità.
  2. Codice Fiscale.
  3. Dichiarazione dei redditi.
  4. Modello unico.

Per il libero professionista sarà richiesto di includere eventuale documentazione integrativa. Questa deve comprendere elenco clienti e copia delle fatture emesse.

La banca, infine, può riservarsi di richiedere al soggetto di presentare altri documenti che giustifichino la spesa. Questo avviene in particolar modo nel caso in cui si debbano sostenere spese professionali (come ad esempio l’acquisto di un macchinario o di una vettura).

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