Cessione Del Quinto Per Protestati

Cessione Del Quinto Per Protestati

Cerchi maggiori informazioni sulla cessione del quinto per protestati? Vuoi sapere se è possibile ottenere questo prestito non finalizzato? Ti anticipiamo subito che anche coloro che hanno subito un protesto, così come i cattivi pagatori, possono farne richiesta. In questo articolo, quindi, cercheremo di comprendere come si fa la richiesta e qual è la documentazione da presentare all’ufficio competente.

Procediamo con ordine e per prima cosa cerchiamo di capire che cos’è un protesto e chi sono quindi i protestati. Quando un soggetto vuole riscuotere un titolo di credito (cambiale, vaglia o assegno) ma la somma indicata non viene corrisposta dal debitore, può rivolgersi a un pubblico ufficiale che dichiari formalmente che il pagamento non è stato effettuato.

Questa dichiarazione prende per l’appunto il nome di protesto. A questo atto formale consegue la “levata di protesto” ovvero l’iscrizione del soggetto debitore in un apposito registro.

Il protestato, quindi, è un soggetto che non ha saldato una cambiale o un assegno ed è stato iscritto all’interno del registro dei protestati.

Risulta evidente che quando ciò avviene, ottenere un altro prestito, in particolar modo se cambializzato, è molto difficile. Ecco perché è preferibile optare per la cessione del quinto per protestati. Vediamo di che si tratta.

Cessione del quinto protestati

La cessione del quinto, alla quale possono accedere tutti i lavoratori con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, nasce come prestito per i dipendenti statali, pubblici e privati. Si tratta di una soluzione vantaggiosa, che consente di ottenere liquidità in tempi brevi.

Secondo quanto stabilito dalla normativa vigente, saldato il debito e trascorso un lasso di tempo ben definito, è possibile effettuare la cancellazione dal registro. Ciò che si richiede al soggetto è di essere:

  • Lavoratore dipendente con un regolare contratto di lavoro a tempo indeterminato
  • Lavoratore autonomo che può dare le garanzie richieste (presenza di un garante piuttosto che un immobile etc.).

In qualità di prestito garantito, dal momento che il suo rimborso avviene tramite trattenuta mensile delle rate dallo stipendio del soggetto richiedente, gli istituti finanziari non richiedono generalmente ulteriori garanzie. Ancor più se pensiamo che oltre lo stipendio a garantire la restituzione del prestito contratto vi è il datore di lavoro del protestato.

Quest’ultimo, infatti, come previsto dalla legge per la cessione del quinto, ha l’obbligo di fare da “tramite” tra l’istituto che eroga il prestito e il richiedente. In che modo? È semplice. È il datore di lavoro che trattiene la rata mensile dallo stipendio dell’impiegato per versarla alla banca che ha erogato la cifra richiesta.

Come si evince dal nome stesso del prestito, le rate del rimborso possono essere pari o comunque inferiori al quinto dello stipendio netto percepito (cioè il 20%) dall’impiegato.

Con la cessione del quinto per protestati, come accennato, è possibile usufruire di alcuni vantaggi, quali ad esempio:

  • In qualità di prestito non finalizzato non è necessario fornire una spiegazione per la sua richiesta.
  • È possibile usufruire di un tasso fisso per tutta la sua durata.
  • Piano di rimborso si estende fino a un massimo di 10 anni.
  • Importo ottenibile elevato.

Documenti richiesti e requisiti

Iniziamo subito con il dire qual è la documentazione necessaria per presentare la richiesta di cessione del quinto per protestati. I documenti sono i seguenti:

  • Stato di servizio o se possibile la dichiarazione di busta paga con allegato lo status del contratto in essere.
  • Ultima busta paga regolarmente percepita
  • Carta di Identità o Passaporto in corso di validità
  • Codice Fiscale.

Per tutelarsi e al contempo per garantire i parenti prossimi del richiedente, sia le banche che le finanziarie richiedono al dipendente protestato di sottoscrivere due diverse polizze che servono a coprire il debito contratto in caso di:

  • Morte prematura del contraente
  • Perdita del lavoro.

Un’ulteriore garanzia di copertura del debito è il TFR, il Trattamento di Fine Rapporto maturato dai dipendenti. Anche sul TFR infatti, la banca o la finanziaria in questione, può attingere al fine di saldare il debito contratto. Ciò avviene se la somma maturata dal soggetto che ha richiesto il prestito è sufficiente per coprire il credito restante.

Infine, è importante considerare un’altra cosa. Se colui che richiede il prestito lavora in un’azienda privata, in linea generale più esposta alla possibilità di fallire, l’assicurazione può anche volere ulteriori garanzie, perlopiù relative alla struttura e alla stabilità dell’azienda:

  1. Costituita in società di capitali
  2. Abbia alle sue dipendenze almeno 15 dipendenti
  3. Presenti un capitale sociale di quota prestabilita.

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È possibile l’estinzione anticipata?

Concludiamo sottolineando che anche i protestati possono estinguere, se lo desiderano, il debito contratto in maniera anticipata. La procedura da eseguire è molto facile e consiste fondamentalmente nel:

  • Versare l’importo rimanente nei tempi di scadenza prestabiliti.
  • Pagare la penale di estinzione anticipata, solitamente pari all’1% della somma dovuta.
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