Cessione Del Quinto 10.000 Euro

Cessione Del Quinto 10.000 Euro

Nel corso degli ultimi anni una tra le cifre più richieste, parlando di cessione del quinto, è quella di 10.000 euro. Una cifra che consente alle famiglie di far fronte a imprevisti ed esigenze, quali ad esempio lavori di ristrutturazione o l’acquisto di una macchina.

Oggi cercheremo di capire insieme se è possibile richiedere tale cifra, quali sono i fattori che incidono sul calcolo della rata e riporteremo qualche esempio di calcolo della rata per un prestito di 10000 euro con cessione del quinto. Buona lettura.

Cessione del quinto 10.000 euro

Come ben sai un prestito con cessione del quinto consente di ottenere un cifra che viene rimborsata tramite rate mensili costanti, trattenute dal datore di lavoro (o dall’ente pensionistico) direttamente dalla busta paga (o dalla pensione), versate all’istituto che ha erogato il prestito per un massimo di 10 anni.

A rendere sicuri questi prestiti, e a farli rientrare tra i prestiti garantiti, vi è per l’appunto la busta paga del soggetto richiedente. Chi sono i soggetti che possono godere del prestito tramite cessione del quinto di 10.000 euro? Si tratta di un prestito che si rivolge, come anche la famosa doppia cessione del quinto, ai dipendenti pubblici, statali e privati che hanno un TFR (Trattamento di Fine Rapporto) e che godono di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato. In quest’ultimo caso, però, il prestito deve essere rimborsato entro lo scadere del contratto di lavoro.


Cessione del 5° (nuova convenzione 2020).

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Calcolo della rata: variabili da considerare

Quando si desidera chiedere un prestito con cessione del quinto per 10.000 euro è importante provare a farsi un’idea della rata che si dovrà sostenere per diversi anni.

In questo frangente è opportuno sapere che il TAN (Tasso Annuo Nominale) e il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) sono elementi che incidono sul valore stesso della rata.

  • Il TAN altro non è che la quota degli interessi applicati dall’istituto bancario sull’importo prestato
  • Il TAEG è un indicatore che indica il costo totale di un prestito e racchiude in sé le spese e gli oneri da pagare. Tra questi ad esempio rientrano i costi dell’istruttoria, di apertura, gestione e chiusura del prestito e , se presenti, le spese per l’assicurazione.

In questa ottica, è importante ricordare che sia il TAeG che il TAN variano da istituto a istituto e che sicuramente

Il TAEG è la variabile più importante da considerare se si confrontano più soluzioni dal momento che, a parità di TAN, il prestito con il TAEG più basso quasi certamente è anche quello più conveniente.

Altri elementi da considerare per calcolare correttamente la rata sono:

  • Numero totale delle rate
  • Durata del piano di ammortamento.

Esempio pratico di calcolo della rata

Tenendo in considerazione quanto detto sopra, riportiamo adesso qualche esempio di calcolo della rata con cessione del quinto dello stipendio o della pensione, considerando ad esempio un TAN del 5,50%.

Considerando un prestito di 10 mila euro, a parità di TAN, la rata del prestito varia in funzione della durata del prestito (5 o 10 anni).

  • Prestito di 10 mila euro in 5 anni → Rata di 191,01 Euro
  • Prestito di 10 mila euro in 10 anni → Rata di 108,53 Euro

Consideriamo ancora un prestito di 10 mila euro da rimborsare in 5 anni, con un TAEG stavolta del 12%. In questo caso la rata mensile che si ottiene ammonta a 222,44€. Con un costo totale del prestito di 13.346,67 euro, dove i 3.346,67 sono per l’appunto gli interessi da pagare.

Come dicevamo poco sopra, nel caso si voglia confrontare più soluzioni, è opportuno considerare le offerte con TAEG bassi. Infatti, se nell’esempio riportato sopra (a parità di TAN) il TAEG fosse stato pari all’11% (e non al 12%) la rata sarebbe stata inferiore, ovvero pari a 217,42 euro. Allo stesso modo il costo complessivo del prestito sarebbe stato inferiore, pari a 13.045,45 euro, così come lo sarebbero stati gli interessi (3.45,45 euro).

Risulta evidente, senza effettuare calcoli complessi, che a parità di TAN è il TAEG a fare la differenza e a rendere la seconda proposta più appetibile.

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